“Un giorno uscì, ammirando con più attenzione la campagna circostante; ma tutto ciò che è gradevole a vedersi: la bellezza dei campi, l’amenità dei vigneti, non gli dava più alcun diletto.”
In questo passo di Tommaso da Celano, tratto dalla prima biografia di Francesco in ordine di tempo, c’è lo spirito di chi ricava piacere dalla bellezza del paesaggio umbro, molto simile al nostro marchigiano. Le colline, i vigneti, gli alberi, il sole l’acqua e l’aria trasparente, provocavano nel giovane Francesco, come in tanti altri, un piacere semplice, ma autentico, le tante forme naturali che esalterà poi nel Cantico. Ma ad un certo punto tutto ciò gli sembra vacuo. La bellezza umile, ma nello stesso tempo maestosa delle nostre colline e montagne, semplici e grandiose nello stesso tempo, sono un po’ come l’immagine dell’uomo di Assisi, il più piccolo di tutti, ma, proprio per questo, il più grande. Un santo, un poeta, un uomo semplice del suo tempo che ha saputo parlare a tutte le persone di tutti i tempi, anche a noi, con poche parole, ma più che altro con il silenzio che genera una sensazione molto particolare andando a visitare ad Assisi la sua tomba.
“Era attonito di questo repentino mutamento e riteneva stolti tutti quelli che hanno il cuore attaccato a beni di tal sorta.”
Il piacere del possedere le cose, in primo luogo la terra, che era l’elemento primario su cui si basava a quei tempi la ricchezza e il potere, non dava a vera soddisfazione a Giovanni di Pietro Bernardone, chiamato universalmente Francesco. Ma c’è un diverso sguardo con cui guardare i campi arati, i fossi, i canneti e le stoppie. Quello sguardo che si può avere provando a dimenticare, almeno per qualche ora, le preoccupazioni quotidiane, che diminuiscono di importanza di fronte al San Vicino e al Monte Acuto in una giornata di sole autunnale. Di fronte al tronco e alla chioma grande di una quercia nata più di un secolo fa. O semplicemente riprendendo in mano qualche vecchia antologia di scuola e rileggendo il Cantico.
“Il beato Francesco, prese con sè Egidio e si recò nella Marca di Ancona” si legge in una biografia successiva.
Allora proviamo a camminare nelle nostre campagne, anche i nostri pensieri diventeranno più leggeri, come il nostro corpo quando tocca coi piedi la terra, e le colline diventeranno motivo di allegria della mente.
Quante cose si sentono in silenzio!



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