Cosa ci racconta una vecchia foto come questa? Forse niente, ma mi intriga nella sua strana composizione, razionale ed evanescente nello stesso tempo.
La linea retta da un lato che parte dalla piazza, prosegue nel viale e arriva fino all’orizzonte, un angolo dall’altro lato della foto, formato delle pareti esterne di un grande edificio. Il viale al centro. E’ una partenza o un arrivo? Due figure umane al centro della piazza, ma all’angolo della foto, presenti o assenti? Percezione di spazi dilatati, come in una pittura metafisica. Qualcosa di enigmatico alla base, pur nella semplicità di un insieme che è rimasto quasi simile sino ad oggi. Eppure non sembra la piazza ed il viale di Ripe. Un lampione tagliato quasi fuori dall’inquadratura. Poche ombre, livide e quasi appoggiate per terra a caso. Forme note e quotidiane, eppure indefinite, foto scattata da una posizione sospesa, una finestra, una piccola altura, il viale che si perde all’orizzonte, ma… C’è qualcosa che sfugge.
Cosa ci racconta dipende dalla capacità che abbiamo di ascoltarla, di capirne il vocabolario fatto di gradazioni sgranate di grigio, reali o apparenti? E dalla capacità di ascoltare le persone che c’erano quando la piazza era diversa, era in bianco e nero come nella foto. Ma era viva, sicuramente.


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