L’autunno scorso salgo sulla torretta di Porta San Giovanni, a Corinaldo: vedute di campi e campanili ai lati, uccelli volano verso il tramonto, scenario da poesia carducciana, faccio un breve video.
Un amico mi fa presente che spesso la torretta è chiusa. Viene la scrittrice di origine corinaldese Simona Baldelli per la giornata della memoria il gennaio scorso, dobbiamo passare un’oretta in attesa della presentazione del suo libro. Le dico: ti porto a vedere il più bel posto di Corinaldo secondo me. Cancello chiuso con il lucchetto. Qualche tempo dopo: passeggiata a piedi da Corinaldo ad Ostra, ancora chiuso.

Parlando al telefono con l’assessore Giorgia Fabri le chiedo come mai. Lei gentilmente mi accenna ad un problema di piccioni riservandosi di approfondire la cosa con gli uffici del comune. Pongo la domanda sui social e secondo alcuni è per motivi di sicurezza, secondo altri perché la torretta a volte è stata lasciata sporca, secondo altri ancora è per le proteste di uno che abita lì vicino.
A mio parere nessuna di queste motivazioni giustifica la chiusura di un bene pubblico così bello e così legato all’identità del luogo. Sia chiaro, i grossi problemi sono altri, ma a volte i dettagli come questo sono importanti.
Qualche giorno fa faccio un giro del paese e, sorpresa, non solo la torretta di San Giovanni, ma anche quella dello Scorticatore è aperta. Secondo me questi spazi devo essere fruibili sempre e non solo nelle giornate del FAI. E i cittadini che li frequentano devono essere rispettosi. Queste torrette sono una sorta di trono dove ognuno è re.

A proposito, cogliete l’occasione per visitare il Palazzo Brunori di Corinaldo, ci sono già stato, ne vale la pena.
Io andrò a visitare la casa di terra di S. Isidoro, ignorata da molti, ma preziosa testimonianza della nostra storia. La memoria ci suggerisce idee innovative per il futuro.

Lascia un commento