La strana esistenza delle cose buttate via, una esposizione di Claudio Giuliani.

Un oggetto: quando smette di essere utile? Nei vecchi romanzi, o nelle memorie familiari, ci sono cassetti, nella periferia domestica, dove vengono depositate vecchie sveglie a ricarica arrugginite, un quadro a bassorilievo regalato da un lontano parente ormai defunto, una vecchia foto, un fermacravatte mai utilizzato, una lettera con la carta ingiallita dalla pluriennale paziente ossidazione della cellulosa.

Questi oggetti continuano la loro strana esistenza, svincolata dai loro doveri sociali, dalle loro funzioni originali; diventano feticci, oppure esseri carichi di oblio, che ritornano alla memoria sporadicamente, in modo imprevedibile. Riaprire quei cassetti era un piccolo viaggio interiore.

Questi singolari ripostigli sono forse sempre più rari per un malinteso principio di efficienza e di ordine, che spinge a buttare via tutto. Claudio Giuliani, fotografo ed operatore culturale corinaldese, osservando il centro ambiente di Corinaldo, racconta che vengano buttate cose di ogni tipo, (un variegato elenco), a volte in buono stato. Le cose gettate via cominciano una nuova esistenza, stazionano in questi non-luoghi: centri di riciclaggio, discariche di vario tipo ammantate da nomi tecnicamente rinfrescati. Intanto questi oggetti sono ai margini delle nostre esistenze e ci osservano, raccolgono significati derubricati come inessenziali, trattengono un’aura. Rappresentano la nostra falsa coscienza, ci interrogano, vivono un nuovo ciclo della loro vita tra le pieghe di una modernità in crisi, di un sistema sociale che si illude di essere efficace. E rielaborano significati sorprendenti.

Potete vedere le opere fotografiche di Claudio Giuliani presso l’ex ospedale di Ostra, nell’ambito della Primavera Fotografica.

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