I nuovi untori

C’è un signore da solo su una spiaggia deserta, il mare e il cielo gradazioni diverse di un azzurro vivo, colori che sembrano abbracciarsi. Il signore guarda il mare, viene avvicinato alle spalle da un altro che con tono arrogante gli ordina: devi andare a casa! Quest’ultimo si identifica poi come il sindaco, il video che lo ritrae è girato in modo professionale da un operatore, presumo, reclutato appositamente dal sindaco di questo ignoto comune. Infatti seguono altre scene analoghe, con un signore anziano seduto su una panchina, che viene analogamente avvicinato e redarguito in modo arrogante. Il video ha milioni di visualizzazioni e commenti positivi: “ci vorrebbe anche da noi uno così”.

Io ho trovato quella scena orrenda, anche nell’ipotesi, che dal video è tutta da verificare, che quei cittadini stessero effettivamente infrangendo le regole.

Sulla stampa locale è uscito un articolo dove vengono pubblicate foto di cittadini che camminano o corrono da soli, senza nessun altro vicino nell’arco di parecchi metri. Si additano come fautori di contagio, irrispettosi del lavoro di operatori sanitari, quasi come i responsabili dell’epidemia in atto. Anche lì valanga di letture e invettive nei commenti contro queste persone di cui non è stato oscurato il volto, riconoscibili e additati al pubblico odio. Inoltre molti post, sui social, grondano di odio contro chi va a fare una corsetta all’alba.

E’ gioco facile, in questi giorni di ansia collettiva, individuare un presunto nemico visibile, debole, facile da attaccare. Vorrei vedere altrettanta determinazione contro chi tiene le fabbriche aperte, contro chi continua a far andare treni e metro, contro chi negli anni ha tagliato decine di migliaia di posti tra medici e infermieri, decine di migliaia di posti letto, contro chi fa lavorare personale sanitario senza adeguati dispositivi di protezione. Insomma contro chi detiene un reale potere.

Gli inermi camminatori solitari non credo siano i massimi responsabili del problema in atto. Al massimo, forse, hanno violato una recente direttiva. O forse no, se abitano a cinquanta metri e stanno facendo il giro dell’isolato. Non mi riferisco alla direttiva, che reputo sacrosanta, di divieto di assembramento in tutti i luoghi, aperti o chiusi, ma l’ultima, che di fatto vieta anche di fare due passi in campagna, direttiva pensata più per i grandi parchi cittadini che per i piccoli paesi marchigiani. Io cerco ovviamente di attenermi alle regole, condivido l’invito a restare a casa salvo casi di necessità, ma mi chiedo: come si fa a non vedere che ci si accanisce contro i camminatori solitari, mentre fabbriche, metropolitane, autobus sono piene di gente e sono assai flebili le voci di critica a chi lo consente.

Colpevolizzare oltremisura i singoli cittadini è una pratica non nuova, ma non è certo ciò di cui abbiamo bisogno ora, quando invece dovremmo mantenere ognuno il massimo grado di lucidità per poter essere all’altezza della sfida in atto, senza lasciarsi andare a isterie collettive che sono controproducenti.

 

Appendice del 22 marzo 2020: poche ore dopo la pubblicazione di questo articolo il Presidente del Consiglio ha annunciato la chiusura delle attività produttive non essenziali,  potremmo dire che questo articolo ha avuto un effetto positivo. A parte gli scherzi, un decreto simile andava fatto semplicemente un mese fa. E comunque viene dopo il decreto anti – corsetta, che, evidentemente, era prioritario.

Appendice del 23 marzo 2020: ad oggi non c’è obbligo di chiusura delle fabbriche, ci sarà tra alcuni giorni per una parte di attività industriali, c’è un lungo elenco di settori, (ottanta), che non chiuderanno. Io invece passo e chiudo.

 

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