Regime (a)stringente

 

“No, lei nell’orto non ci può andare!”

“Ma come?”

Abitando in paese può capitare di non avere l’orto affiancato alla casa, ma a qualche centinaio di metri.

“Vede, accudire l’orto non è una attività urgente e necessaria.”

“Quindi bisogna lasciar marcire i carciofi nell’orto, per poi andarli ad acquistare al supermercato facendo la fila?”

“Sì, esattamente.”

Questo potrebbe sembrare un dialogo immaginario, o scherzoso, tra un cittadino e un vigile in divisa. Una semplice battuta.

In effetti: che rischio di contagio ci può essere nello stare da soli nell’orto tra asparagi e carciofi? Forse si rischia di più andando al supermercato.

Ma come faccio a dirlo? Non sono un virologo!

Devo ammettere che vigile aveva ragione: due anziani sono stati pesantemente multati per essere andati nell’orto, la regola era quella. Però intorno al 24 aprile, giorno più giorno meno, sono state emanate alcune direttive che consentono di andare nell’orto a certe condizioni, portando con sé il certificato di proprietà del terreno.

Sono gli effetti dell’ordinanza del 20 marzo 2020 che vieta anche di fare quattro passi in campagna da soli. L’Italia è fatta di vaste aree montane, di estese zone collinari con piccoli o piccolissimi comuni immersi nella campagna. Diversi miei amici che lavorano in fabbrica hanno continuato a lavorare in tutto questo periodo. E nessuno produceva mascherine o beni di prima necessità. In numerose zone delle Marche, soprattutto quelle interne, si può camminare in campagna senza incontrare nessuno. Quindi che senso ha avuto quel provvedimento?

Ma cosa ne posso capire io? Mica sono un virologo!

Eh… però c’è troppa gente in giro! È diventato un tormentone in questi giorni, con soggetti che inondano le redazioni dei giornali con foto di incauti ciclisti e camminatori solitari, con le quali i giornali rilanciano articoli contenenti elenchi di contravvenzioni stilate dalle forze dell’ordine.

In uno di questi viene raccontata la vicenda di un cittadino in provincia di Pesaro sorpreso a chattare su facebook, la sera, da solo, nell’ufficio del suo laboratorio artigiano, tradito dalle luci accese visibili dalla strada attraverso i vetri della finestra. Doveva restare a casa! Pesantemente multato! Francamente non riesco a immaginare una situazione meno a rischio di chi se ne sta da solo in una stanza, anzi, in un intero edificio.

Ma non posso dirlo, mica sono un virologo!

Non so nulla di virologia, ma mi piacciono i numeri, perciò nello stesso articolo leggo che sono stati effettuati in totale 1321 controlli ed elevate 23 sanzioni, con un complesso calcolo arrivo alla conclusione si tratta del 1,74% di trasgressori. Evidentemente c’è troppa gente in giro!

Ovviamente i provvedimenti andavano presi: chiusura di scuole, di luoghi pubblici, distanziamento sociale ecc, ma credo che in questo specifico provvedimento ci sia dell’altro.

La verità ama nascondersi, ma a volte trova qualche spiraglio per emergere; stavolta ce lo offre un amministratore della Regione Emilia Romagna, tale Davide Baruffi: Abbiamo proibito l’attività fisica non perché sia la situazione più a rischio, ma perché volevamo dare il senso di un regime molto stringente.

Regime stringente: che significa? Se andare nell’orto per poi fare un’abbuffata di carciofi potrebbe avere effetti lassativi, allora la proibizione produce una conseguenza “stringente”. O si dice astringente? Non so, bisognerebbe chiedere, ma a chi? Ad un virologo, forse.

Immagine carciofo

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