Il gran sole

 

C’era questo libro alle medie: Il gran sole di Hiroshima. La professoressa di lettere ci spiegò che il titolo non si riferiva al sole vero e proprio, ma alla bomba atomica, talmente potente da sembrare un sole. Ma io l’avevo già capito perché la maestra delle elementari ci parlò della bomba che uccise tante persone, ma assomigliava ad un fungo, che fino a quel momento avevo associato alle immagini delle fiabe ambientate nei boschi. Mi fece strano il contrasto, una cosa a forma di fungo come può anche lontanamente collegarsi ad una strage?

A me il sole piaceva, e anche l’aria aperta: non ricordo molto di quel libro, alle letture preferivo le corse nei campi o le litigate coi coetanei vicini di casa.

Nel 2020 alle decine bombe di atomiche già presenti in Italia se ne sono aggiunte altre, provenienti dalla Turchia. Il modello di bomba è in grado di contenere 340 chilotoni di materiale esplosivo radioattivo, ho letto che un chilotone equivale ad una tonnellata di tritolo. Ho letto anche che queste bombe dei giorni nostri sono fabbricate nel laboratorio di Los Alamos, dove venne fabbricata la prima, quella che accese un sole a Hiroshima.

Dal 2022 si torna a parlare, dopo decenni, di possibile uso della bomba atomica.

Ma è chiaro che se si continuano a produrre bombe non è da escludere in partenza che possano essere usate.

E allora? Horoshima e Nagasaki sono state mostruosità? Se la risposta è sì allora perché qual laboratorio produce ancora? E perché se ne parla come di una cosa normale?

Si può complicare la questione con sofisticate disquisizioni di geopolitica ed equilibri ereditati dalla guerra fredda e messi in crisi da nuovi fenomeni quali il terrorismo o la guerra Russo-Ucraina.

Oppure si può dissertare sulla natura dell’animo umano in termini astratti di lotta tra bene e male, con quest’ultimo che è inestirpabile. Oppure si può tirare in ballo l’economia: la Russia produce petrolio, l’Ucraina grano ecc.

Ma la domanda di fondo resta quella, nella sua semplicità: perché le bombe atomiche esistono ancora?

E la risposta forse la sapete voi, io no.

Gran sole Hisoshima

Una replica a “Il gran sole”

  1. Non ho la risposta ma condivido ogni parola e queste cose mi fanno troppo male se invece di pensare a come uccidere e distruggere si pensasse a costruire e aiutare a vivere il mondo sarebbe un posto meraviglioso

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