Le (belle) bandiere sbiadite.

Un messaggio da un’amica che ci chiede se vogliamo andare alla manifestazione per la pace ad Ancona di sabato 25 febbraio. I chilometri, il maltempo, la stanchezza di una settimana lavorativa: tante banali scuse per non uscire che forse avrebbero prevalso senza quel messaggio. Invece eccoci in treno e poi in piazza del Plebiscito. Poca gente all’inizio, poi di più, con il serpentone che si snoda fino a piazza Cavour, accompagnati da casse che echeggiano De André e Joan Beaz, bandiere al vento tra i palazzi ingrigiti dal cielo.

Non se ne può più di questa guerra! Così sento dire quotidianamente. Eppure non c’era poi così tanta gente alla manifestazione. La città mi è sembrata piuttosto indifferente, bar affollati di gente che iniziava il giro aperitivi del sabato mentre guardavano annoiati l’ennesima e apparentemente inutile manifestazione. Anche noi alla fine dell’evento ci fermiamo in un bar prendendo 4 caffè al costo di 12 euro, neanche fossimo a Venezia.

Eppure le due guerre mondiali sono iniziate, sotto diversi aspetti, proprio come questa: pensando che sarebbe stata una guerra breve e locale (la prima) o che non sarebbe scoppiata affatto visti i disastri della prima (la seconda), il tutto condito da lauta indifferenza.

Da notare gli immancabili politici locali (ex parlamentari, consiglieri regionali attuali ed ex ecc.), in piazza per la pace, ma i cui partiti in parlamento votano per continui invii di armi (costo stimato ad oggi 1 miliardo di euro) e non promuovono alcuna seria iniziativa diplomatica internazionale.

Mi viene in mente quella caricatura di Giolitti bifronte: da una parte con vestiti cenciosi, dall’altra con papillon e cilindro, mentre parla a schieramenti di popolo sotto di lui: uno borghese e l’altro proletario. Fatte le dovute differenze di spessore politico.

Lungo il cammino persone di varie età: un anziano con i capelli chiari e lanosi, un sorriso gentilmente rassegnato, avvolto in una bandiera della pace i cui colori si mescolano dissolvendosi nella loro versione assai sbiadita: “Eh sì, ne ho fatte tante di queste manifestazioni, con questa sulle spalle”.

A volte viene da chiedersi se valga la pena impegnarsi (anche poco, senza eroismi), poiché sembra che tutto sia inutile. Ma ci sono ancora bandiere che sembrano troppo nuove, con le pieghe perpendicolari, appena tirate fuori, che aspettano il sole per fare lunghe camminate.

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