Luglio. Il ventilatore fa il possibile per arginare l’umida calura. Banchi disposti a ferro di cavallo con il posto del candidato al centro, nella parete in fondo la lavagna digitale ha spodestato quella di ardesia che intristisce nell’angolo. Il colore marroncino sbiadito delle altre pareti reclama silenziosamente una tinteggiatura.
“Prego si accomodi” dice il presidente della commissione d’esame.
Entra il candidato esternando sicurezza nel sorriso e nei modi.
“Il suo nome?”
“Giuliano Sangennaro.”
Questo è il documento che la commissione ha predisposto per lei.
Un disegno in stile antiquato, tre imbarcazioni in mezzo all’oceano.
Il candidato si schiarisce la voce.
“Si tratta evidentemente delle tre caravelle di Cristoforo Colombo. Isabella di Castiglia dice a Cristoforo Colombo: lei si deve sottomettere ad un esame della Santa inquisizione, a cui sottopose il progetto. Colombo non ipotizzava di scoprire un nuovo continente, ma voleva raggiungere le Indie circumnavigando la terra sulla base delle teorie di Galileo Galilei”
“È sicuro che sia andata proprio così?” Chiede il docente interno. “La sfericità della Terra non è una scoperta galileiana, inoltre Cristoforo Colombo è nato prima di Galileo, si potrebbe aggiungere che in Spagna c’era l’inquisizione spagnola dipendente dalla corona: la cosiddetta Santa inquisizione o Inquisizione romana è una istituzione diversa… E comunque Colombo sottopose il suo progetto ad una commissione creata all’uopo, non all’Inquisizione.”
“Il nozionismo è un retaggio del passato – replica il candidato sicuro di sé – bisogna superarlo, così come Colombo ha superato le Colonne di… Ercole… era Ercole? Sì!”
La commissaria esterna si fa aria col ventaglio.
“Bene, possiamo concludere qui l’esame – dice il presidente – e, mi dica Sangennaro, cosa vuol fare nella vita?”
“Vorrei fare il ministro.”
Il docente interno ha un lieve attacco di tosse.
Il presidente “Le auguro buona fortuna, arrivederci”, lo accompagna alla porta.
“Scusate, ma avete sentito? Non è possibile promuoverlo” dice il docente interno.
“Se lo promuoviamo ce lo ritroviamo al governo!” Dice la docente di scienze.
“Ma ti pare che prendono uno così al governo?!” Replica il presidente.
“Se lo bocciamo fa ricorso – dice la docente esterna – e io non voglio rogne, soprattutto d’estate non voglio rogne! Quindi va assolutamente promosso.”
Sguardi persi nel vuoto.
“Potremmo dargli il minimo, sessanta” dice una docente che fino a quel momento non aveva parlato.
Silenzio.
“Vada per sessanta – dice il presidente – facciamo entrare il prossimo candidato.”

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