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A cosa serve soffrire? Ovvero: dialettica della raccolta delle more

Passeggiata sul lungofiume, sentiero, canne da una parte; ailanti, acacie e arbusti dall’altra. E tanti rovi: “Guarda quante more! Bisogna tornarci con un canestro!” Ci si torna: canestro sotto braccio, more tante, ma appena si avvicina la mano per coglierle, piano, per le spine dei rovi, ci si accorge subito che sono anche rinsecchite. Vittime…