L’inaugurazione (con tanto di rinfresco finale, leggo nell’invito) dei “nuovi” ambulatori medici di Corinaldo, con tanto di foto con facce sorridenti di politici, amministratori, medici e aiutanti vari.
Mi chiedo: qual è il motivo di questa apparente euforia?
Provo a darmi qualche risposta: sicuramente coi nuovi ambulatori ci saranno orari estesi, fruibili anche per chi lavora, senza essere costretti a chiedere permessi dal lavoro, con medici che arrivano puntuali, con risposte solerti al telefono…
Anche perché ricordo che negli anni passati sperare che qualcuno rispondesse al telefono negli orari di apertura degli ambulatori era utopia, decine di tentativi prima di avere una frettolosa risposta. Orari ambulatoriali di pochissime ore settimanali, che non venivano neanche sempre rispettati, è capitato sovente che il medico di turno arrivasse in ritardo, salvo poi, a volte, andarsene puntualmente per altri impegni (cogli l’attimo)!
Coi nuovi ambulatori sarà facile recarvisi per avere un operatore sanitario che viene a fare una iniezione a casa di un anziano paziente che non può muoversi (ma che ha lavorato e pagato un mucchio di tasse per avere qualche servizio).
No, perché ricordo che bisognava fare la fila, procacciarsi moduli, portarli in altri ambulatori, a volte richieste venivano respinte perché i modelli non erano ben compilati, si tornava quindi al punto di partenza ecc. Infermiere e medico, i cui ambulatori distavano fisicamente pochi metri, non comunicavano, ma si lanciavano messaggi tramite il paziente o un suo familiare (dica al suo medico che… spieghi all’infermiere che…)
Sì, perché avere semplicemente dei nuovi spazi (ambulatori, casa di comunità ecc.) non serve a niente se dentro non ci sono servizi adeguati. Ma sicuramente sono problemi risolti, altrimenti non avrebbe senso fare un evento con tanto di rinfresco.
Immagno che non per tutti l’esperienza sia stata come la mia, forse ad altri è andata meglio. A mio parere, l’istituzione del “Corimed” non ha contribuito a migliorare i servizi. Questi sono miei pareri personali di utente dei servizi sanitari corinaldesi fino al 2023, più ombre che luci.
Comprendo che anche per il personale sanitario può non essere semplice, tra burocrazia, tagli e crescenti esigenze a cui si fa fatica a dare risposte.
Uscendo dal perimetro corinaldese, immagino uno che telefona al Cup, prenota una visita specialistica ed entro pochi giorni o settimane (a seconda dei casi), la effettua.
Immagino che se c’è un familiare anziano che deve essere ricoverato, i medici ospedalieri non lo guardano di traverso, sbuffando, perché i posti letto sono pochi ed è un peccato sprecarne uno (se è vecchio cosa campa a fare?) Ecco, se tutto questo si dovesse avverare, allora sì, è il caso di brindare (anche se dovrebbe essere la normalità), altrimenti conviene tenere le bottiglie al fresco, aspettando tempi migliori. Prima che diventi aceto, si spera.
Ultima domanda: tra coloro che erano sorridenti nelle foto all’evento, mi riferisco soprattutto a politici e amministratori, a qualcuno viene l’idea che l’attuale sfascio è anche responsabilità sua?

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